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Quando mi capita di viaggiare all'estero, arrivando in una città sconosciuta, la mia prima tappa è sempre il Mercato. Li capisco in maniera tutt'altro che superficiale, l'anima della gente che vive in quella parte del mondo. Perchè il mercato è la tradizione, il cibo, il potere d'acquisto, l'arte della decorazione, il modo di vestire, la musica, l'allegria o la malinconia della gente che lo affolla. Dal Medio Oriente al Sudamerica, dal Giappone al Wyoming, da Palermo ad Amsterdam, il carattere primario di un popolo è sempre raccontato dal frenetico scambio di mercanzie, monete e strette di mano che fanno da cornice simbolica ad una delle più antiche attività umane: il commercio.

Eppure, in un angolo appartato di Roma, questo rito che viene celebrato, da migliaia di anni, da tutti i popoli della terra, ha assunto una connotazione totalmente diversa. In questo luogo un pò speciale a vendere non sono dei commercianti professionisti, ma dei "rigattieri per hobby".

Sto parlando dell'ormai celeberrima "Garage Sale" romana. Che avviene nel mercato aperto la domenica al Borghetto Flaminio, nato dall'intuizione e dall'intraprendenza di Paolo Tinarelli ed Enrico Quinto.

Da diversi anni, la domenica, così come accade in America quando una famiglia svuota il suo garage e vende la sua merce esponendola nel prato di fronte a casa, molti non professionisti affollano il mercatino del Borghetto per scambiare cose, cosette e cosone.

Si va dal foulard Hermés alla foto con da dedica di Gabriele d'Annunzio, dai disegni di Toulouse Lautrec e Renoir ai vasi firmati di Giò Ponti, in un sorprendente miscuglio di abiti, mobili, oggetti, ninnoli e piccole opere d'arte.


Cher
Ma chi frequenta Rigattieri per Hobby? A giudicare dai nomi che vi hanno transitato si resta davvero esterrefatti. C'è innanzitutto la moglie del primo cittadino di Roma: Barbara Palombelli. Ci sono grandi nomi dello spettacolo e della cultura: Pupi Avati, Margherita Buy, Giuseppe Cederna, Giuliano Gemma, Florinda Bolkan, Ursula Andress, Gabriele Salvatores. Cè molta televisione: Michele Mirabella, Gabriella Carlucci, Massimo Lopez, Michele Guardì, Marta Flavi. C'è il mondo della moda: Roberto Capucci, Alda Fendi e Rocco Barocco. C'è il mondo politico: Ugo Intini, Antonia De Mita, Maria Pia Fanfani.

Lucrezia Lante della Rovere

Alessandro Gassman
C'è la grande aristocrazia: i Colonna, i Borghese, Beatrice Afan de Rivera, Ira Furstemberg, Ismene Chigi, Carlo Giovannelli, i Ruspoli. C'è la solida Borghesia: Gianfranco ed Eva Fegiz, Carlotta Pediconi insieme a tantissimi altri nomi importanti di professionisti romani. Insomma al Borghetto Flaminio, la haute romana fa piccoli affari ma soprattutto fa tendenza.

Donatella Dini con la figlia Zingonia Zingone

Luca Tomasetti
Già perchè dietro a questi rigattiere per hobby c'è una diversa filosofia di fine millennio. Quella, tanto per intendersi, di Bill Gates, L'uomo più ricco del mondo, il quale viaggia in seconda classe. Così come Luca di Montezemolo, patron della Ferrari, che gira in città su di una vecchia 500. Roberto D'agostino, sempre attento alle trasformazioni sociali, ha definito questo fenomeno il "finto povero doc". Nella sua definizione c'è, naturalmente una punta di ironia. Stuzzica i ricchi che si travestono da poveri. Ma secondo me, invece, questo snobismo di fine secolo che ricicla l'usato, lo scambia, lo compra e lo vende, è un segnale preciso di dissenso nei confronti dei nouveaux riches. I quali comprano con la disinvoltura dei faraoni riempendo le loro case e la loro vita con i simboli di un denaro arrivato troppo in fretta e mal digerito.


Il principe Sforza Ruspoli con la figlia Ginevra
Dietro al mondo un po' retrò dei rigattieri per hobby c'è il nostro passato. Un passato che ha un valore enorme. Anche quando si tratta di una cartolina o di un tovagliolo di pizzo. Perchè in queste piccole cose c'è la storia di questo paese. Il suo gusto. E soprattutto la sua identità.
 
 

"Dopo 5 anni di "Garage Sale: Rigattieri per Hobby", molte persone ci domandano ancora: "Ma come vi è venuta l'idea?"

In effetti, senza avere un esempio preciso al quale ricollegarci, un'origine per l'attuale "Borghetto Flaminio" è riconducibile a tre diverse realtà. Tra i modelli ai quali ci siamo ispirati, il primo e il più ovvio è quello americano dei Garage Sale.

Durante i tranquilli week-end nelle provincie degli Stati Uniti questo tipo di vendita è molto diffuso e tutto ciò che non trova più posto nei ricordi oltre che in cantina è venduto nel giardino di casa o per strada attirando l'attenzione dei passanti con frecce e cartelli.


Fanny Ardant

Sandra Milo e Azzurra De Lollis
Il secondo modello è quello olandese, nato per festeggiare il compleanno della regina che il 29 Aprile di ogni anno liberalizza per ventiquattro ore ogni forma di attività imprenditoriale e invita il suo popolo ad ingegnarsi su come realizzare un cospicuo guadagno.

L'Olanda intera partecipa e si trasforma in un immenso bazaar dove ballerine di otto anni incantano i passanti mentre biscazzieri tra i dieci e i vent'anni propongono remunerativi giochi d'azzardo a base di biglie di vetro, canne da pesca e uova marce e famiglie intere svendono ogni bene accampati per strada.

Infine, il più lussuoso dei modelli che compongono il nostro background è sicuramente "La Grande Kermesse" di Natale al porto di Fontvieille a Monte Carlo, dove in una gara di generosità a favore della Croce Rossa Monegasca, le signore residenti nel principato fanno carte false per avere il privilegio di vendere le anticaglie dietro un bancone o di riuscire a fare assaggiare i propri dolcetti o sottaceti al Grimaldi di turno accorso ad inaugurare la manifestazione. Da queste tre esperienze emergeva che il nostro mercatino avrebbe dovuto unire la praticità degli americani alla voglia di divertirsi con umorismo degli olandesi in un contesto vagamente snob come quello di Monte Carlo.
Ira Fürstenberg e Gianni Dittajuti

Dalila di Lazzaro
Essenzialmente volevamo fornire un'alternativa per una domenica diversa dal solito, dare la possibilità di incontrare persone interessanti, eccitare e sorprendere collezionisti a caccia di affari e permettere agli espositori di essere ripagati con un guadagno estemporaneo per quella giornata.

E questo si ripete dal 1994.
Il premio maggiore del nostro Borghetto rimane comunque quello di essere un mercato dove la vendita e il guadagno, pur rappresentando un piacevole incentivo, passano in secondo piano.

È il desiderio di confrontarsi, di comunicare con persone con le stesse affinità che anima ogni trattativa.

L'unicità di questo mercatino è quindi legata ai personaggi che lo popolano prima ancora che ai golosi affari sui quali vengono imbastite di volta in volta legende sempre nuove alterate magari da un febbricitante passaparola.


Ursula Andress
E proprio dai personaggi del mercatino dedichiamo questo libro, aristocratici per nascita o per ispirazione, artisti per vocazione o di fatto, individui sinceri o bugiardi che è comunque impossibile inserire nella categoria degli anonimi o delle persone banali."
 
 
  1. Mortaio da farmacia con serpenti incrociati in bronzo anno 1820. £ 50.000
  2. Acquaforte firmata da Renoir raffigurante un paesaggio. £ 650.000
  3. Due acquesantiere siciliane del 17° secolo. £ 30.000
  4. Tabacchiera austriaca in oro e smalti del 18° secolo. £ 120.000
  5. Elefante in vetro rosso disegnato da Tommaso Buzzi. £ 20.000
  6. Vaso di 50 cm di altezza, anni '20, di Capellin. £ 80.000
  7. Manoscritto di Marinetti. £ 100.000
  8. Macchina per cucire Singer anni '40, con un piccolo "tesoro" nascosto nel suo meccanismo.
    £ 50.000
  9. Due foglie d'argento, centrotavola anni '50, di Buccellati. £ 15.000
  10. Tappeto Kilim fine '800. £ 20.000
  11. Libro con dedica di Jaqueline Kennedy. £ 100.000
  12. Tre vasi di Richard Ginori disegnati da Ponti degli anni '20. £ 60.000
  13. Portaombrelli in latta serigrafata Fornasetti anni '50. £ 30.000

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